Benritrovati a tutti, qui è Cuoco Celestino che vi parla. Sto andando di gran corsa, l’estate è arrivata anche per me ed il lavoro chiama. MA… non mi sono certo dimenticato degli affezionati lettori del blog! A Voi tutti oggi voglio dedicare qualche bella chicca… per poterVi godere al meglio la Vostra vacanza in Umbria e avere la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.

Come già saprete, la zona che ci circonda è ricca sia di luoghi plasmati dalla bellezza della natura, sia di storia. Il Parco del Monte Cucco e le zone limitrofe sono ad oggi una risorsa territoriale inestimabile, purtroppo poco conosciuta, ma per questo ci sono qua io a guidarvi eheh!
Inizio con il darvi una prima meta d’interesse geografico, per gli amanti dell’avventura.

Si chiama Rio Freddo, praticamente una sorgente d’acqua dolce che scende dalla montagna e che ha creato una sorta di Canyon in mezzo alla roccia bianca, bellissimo da vedere.
Nello specifico, è possibile percorrerne il tratto in più modi: per chi si sente un avventuriero ed amante delle camminate, c’è la possibilità di farselo a piedi, altrimenti esistono anche dei tratti da poter percorrere in canoa e kayak.
Dalla posizione in cui è ubicata La Pineta, questa meraviglia della natura si trova ad appena una ventina di chilometri di distanza nel nostro comune, appena sotto Pascelupo.

Al di là dei fiumi e dei boschi (che come immaginerete restano uno dei pezzi forti del nostro circondario), meritano un sacco le Grotte del Monte Cucco.Qualcuno di voi c’è mai stato? So purtroppo che ancora oggi sono molto poco conosciute, eppure sono fantastiche e ve lo garantisco, meritano il prezzo del biglietto.
Le grotte sono raggiungibili o partendo dal basso con servizio navetta organizzato dall’info point di Costacciaro fino in cima, oppure raggiungendo autonomamente in macchina il punto di partenza.

In entrambi i casi per raggiungerle vi aspetta uno splendido percorso montano, un sentiero che lascia godere di panorami mozziafiato e di un’esperienza memorabile.
In lontane ere geologiche del passato, le zone montuose così magnifiche oggi erano ricoperte dal mare. In pochi sanno infatti che nella strada sterrata che porta alle grotte è possibile scoprire con grande facilità degli antichi fossili. Io in primis ne trovai uno una volta assieme ad una guida, si trattava per l’appunto di una conchiglia di epoca preistorica.

Non mi soffermo a parlare della bellezza naturalistica creata dalla natura nelle grotte, lascerò che sia il vostro stupore a raccontarmelo. Ma una chicca interessante che voglio aggiungervi è che proprio all’interno delle stesse sono stati scoperti i resti di un antenato dell’orso moderno, di epoca preistorica.
Questi resti sono custoditi nel museo di Costacciaro, che per quanto piccolino contiene all’interno tante piccole chicche ed è anch’esso consigliatissimo.
Insomma, dal punto di vista naturalissimo c’è di cui sbizzarrirsi dalle nostre parti.

E’ possibile trovare reperti fossili nel percorso per le grotte!

Ma dal punto di vista storico non siamo da meno!
Una delle cose che consiglio sempre di fare a chi ci viene a trovare e scoprire, è il tour delle abbazie.
Parlo della zona che da noi si dipana fino a Sassoferrato, ricca di eremi, dove stanno i frati camaldolesi, a Fonte Avellana, l’Abbazia di Sitria, Sant’Emiliano in Congiuntoli.
Queste abbazie sono visitabili. Ci sono quasi sempre delle guide volontarie, sopratutto nel periodo estivo, e alcune di queste sono completamente autonome, autogestite e con degli orari di apertura.
Ricchissime di storia, gli eremo e le abbazie vanno dall’anno 1000 in poi, tipicamente in epoca templare.
E a proposito, non so se lo sapevate, un tempo Pascelupo era un importante sito templare!
E’ stato Alessandro, la guida nell’abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli, a parlarmene: intorno all’anno 1000 Pascelupo era un vero e proprio castello, uno dei siti di riferimento più importanti dell’epoca.
Sempre grazie ad Alessandro, ho scoperto che Sant’Emiliano (che dà il nome alla basilica) fu un santo canonizzato  dalla chiesa cattolica perché morto martire; inizialmente era un pagano dell’Impero Romano, un condottiero di legione, che portò il cattolicesimo nel Nord Africa e lì rimase ucciso.
Si dice tra l’altro che sotto l’altare di Sant’Emiliano ci sia un arto di questo santo riportato proprio dal Nord Africa!

Faccio una piccola digressione parlando dell’epoca Romana per darvi una piccola chicca: come starete capendo, le nostre zone sono ricche di storia e appartenenti a diverse epoche storiche; parlando dell’età Romana, dovete sapere che qua a Scheggia, proprio dopo il valico, c’era una cosa chiamata la “posta dei cavalli”. Praticamente tutti i viaggiatori provenienti da Roma si fermavano lì per lasciare il proprio cavallo stanco con cui aveva viaggiato, e prenderne un altro più fresco per raggiungere Fano, all’epoca il porto romano che sfociava nell’Adriatico.

Anche a La Pineta sostano i cavalli!

Chiusa parentesi storica, ma nemmeno troppo, capite quanto si può scoprire o riscoprire iniziando a perlustrare i nostri siti, naturalistici o architettonici che siano.
Non vi ho parlato sopra dell’Eremo di San Girolamo, me ne scordo sempre, eppure merita anch’esso tantissimo! Un eremo di roccia bianca arroccato su una parete rocciosa sul versante est del monte Cucco, proprio sopra l’abitato di Perticano e Pascelupo. Eretto intorno al 1300 e diventato eremo verso il 1500. Ci ha abitato anche un beato del posto, beato Tommaso da Costacciaro.
Attualmente è della congregazione dei frati Camaldolesi, frati eremiti, un ordine creato da San Benedetto, che abitano lassù e conducono una vita eremitica fatta di preghiera e meditazione.

Come vedete, io sono un grande amante della riscoperta di questo territorio, e vorrei farmi promotore di questo come posso.
Sono sempre più che disposto a raccontarvi aneddoti, la storia, le chicche, i paesaggi, di quella che secondo me è una terra meravigliosa ma data per scontata, poco sfruttata e assurdamente poco conosciuta.
Quello che vi posso consigliare è di farVi una bella vacanza. Un pernottamento di qualche giorno qua a La Pineta può essere il punto di partenza ideale per lanciarvi alla scoperta di miti, storia, natura, folklore e, perché no, della gastronomia del posto.
Ci troviamo in un crocevia interessantissimo, un punto strategico immersivo e coinvolgente, una base di partenza e di ritorno per una vacanza atipica e memorabile. Dal canto mio cercherò SEMPRE di indirizzarvi al meglio, di rendere ancor più incisivo il vostro racconto a casa, perché il bello è anche questo: il ricordo, il non dimenticare, il rendere memorabile un piccolo angolo di mondo ed il vostro passaggio.

Ora scusatemi, ma devo proprio scappare.
Spero di risentirci presto, ma non posso garantire al 100%!
Voi nel dubbio, se per un prolungato periodo di tempo non riuscite a trovarmi, provate a chiedere. A cercarmi. A mettere degli annunci qua e là. Sono certo che prima  o poi qualcuno riuscirà a scovarmi, tra cucina, eremi, castelli, boschi e radici.
Nel frattempo, vi aspetto a La Pineta per questa estate irripetibile!

– Celestino