Ciao a tutti amici, benritrovati in un nuovo articolo di blog, come sempre di gran corsa!
Tempo fa mi è stata posta una domanda davvero interessante, e quando queste cose accadono scopri un lato di te che magari non conoscevi, perché non ti sei mai interrogato su una certa cosa.
La domanda in questione chiedeva dei piatti unici de La Pineta, cioè cosa si può mangiare a La Pineta che altrove proprio è introvabile.
In passato ho già parlato della torta al testo del nostro ristorante, una tipica crescia Umbra che però nelle fasi di preparazione e cottura si differenzia da noi rispetto alla totalità delle altre torte per consistenza e sapore.  
Per cui ho realizzato una cosa, che non sempre occorre un piatto completamente nuovo, originale, introvabile, per essere unici. Perché a volte l’unicità si nasconde semplicemente dietro a chi quel piatto lo realizza.

La nostra speciale Torta al Testo


Tantissime ricette sono conosciute da tutti, ma raramente capita che una di queste sia esattamente uguale e replicabile nella stessa misura in ogni dove. Anzi, non capita quasi mai.
Ciò che davvero fa la differenza è il modo in cui le cose vengono cucinate, cotte, condite. In questo La Pineta a mio avviso è davvero unica, provare per credere.
Tra i nostri piatti forti cito sicuramente l’agnello scottadito, la lombata d’agnello che può essere fatta anche su graticola ma che si differenzia di certo nello step del condimento, fatto in un certo modo e in un certo momento. Più avanti a tal proposito scoprirete una gran bella sorpresa 😉
Ma al di là di questo, la cucina del nostro ristorante come forse saprete rispecchia la tradizione della nostra terra. Per cui le classiche tagliatelle o lasagne non mancheranno mai dalla nostra proposta.
Vi cito anche i fagioli con le cotiche, che nonostante si tratti di un piatto povero ed economicamente alla portata di tutti, allo stesso tempo è molto laborioso dal punto di vista procedurale, sopratutto per quel che concerne lo sgrassamento della cotica, il sugo, il soffritto e addirittura il fagiolo. Per questo specifico piatto occorre infatti uno specifico fagiolo, il borlotto.
Partiamo dal presupposto che nel limite del possibile cerco di fronteggiare tutte le tipologie di richieste, ma il classico non manca mai.
Dopotutto, quel che fa davvero la differenza in cucina non è la ricetta in sé, ma tutto ciò che le ruota intorno: i tempi di cottura, il condimento, il mezzo di cottura.
Perché non è assolutamente vero che cucinare un piatto su forno ventilato o su forno a legna porta allo stesso risultato. Ho la fortuna di avere in cucina un ottimo forno a legna, la cui cottura chiaramente prediligo perché è in grado di darti un sapore unico, diverso, e questo vale per tutti i cibi, dal pane, alla pasta, agli arrosti.


Quello che a ben pensarci forse mi caratterizza è la fase creativa, sperimentale. Me ne sono accorto quando ho capito che mi diverte provare in cucina ricette totalmente nuove, diverse, complesse, che magari  mi vengono commissionate da Voi.
Quando cucini, devi mettere intraprendenza e passione. A volte elaboro piatti che escono dalla routine, e anzi a volte mi sento quasi uno scienziato in vena di esperimenti, come se stessi creando una nuova pozione. Un po’ mago dopotutto.
Adoro sperimentare, provare, combinare i giusti sapori e odori, scoprire cotture diverse e con i giusti ingredienti.
Di recente avrete notato che la mia vita si è trasformata in una campestre, ma questo mi stimola a non fermarmi mai, perché la verità è che non voglio fermarmi.
Chi ama il proprio lavoro non ha difficoltà a metterci l’anima e a dedicarvisi per l’intera giornata, anche se a volte i ritmi frenetici possono mettere a dura prova.
Avere molte cose da fare non dev’essere un ostacolo, ma uno stimolo.
Giorni fa mi trovavo in una situazione simile. Oberato fino al collo, ad un certo punto ho sentito il richiamo della cucina, e non ne ho potuto fare a meno. Ho indossato la mia divisa, sono corso in cucina e mi sono messo ai fornelli. Perché quando ti viene l’ispirazione, devi coglierla.
Voglio renderVi partecipi di questo mio esperimento con un video, con la speranza che possa lasciarVi qualcosa: l’idea di un amore incondizionato per la cucina, per l’arte, per il lavoro.
E se posso trasmetterVene anche una minima parte, beh allora non vi resta che goderVi questo esperimento di Gnocchi all’ortica con prosciutto e tartufo nero, trarne le conclusioni che volete, e provare anche Voi:

Ora tocca a Voi correre a sperimentare! Dimostrate a voi stessi che amate ciò che fate, divertitevi, non standardizzateVi mai! Perché gli unici limiti che abbiamo siamo noi stessi 😉
E se avete qualche piatto da propormi, fateVi avanti! Le mie mani non vedono l’ora di tentare qualcosa di nuovo!
Per oggi è tutto, ora devo scappare, mi attende un Agosto di fuoco! Ne approfitto anche per darVi appuntamento a Ferragosto, con un menù FAVOLOSO! Continuate a seguirci sui nostri social e sul mio profilo instagram personale per restare sempre aggiornati con tutte le novità.
A presto!
Cuoco Celestino